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    IN UN MERCATO PERSIANO (In a Persian Market) Intermezzo – Scena

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    Albert William Ketelbey (Birmingham, 9 agosto 1875 – Cowes, 26 novembre 1959) compositore e pianista inglese.

    La sua composizione più nota è In un mercato persiano, un tipico esempio di musica a programma, in cui suoni e melodie orientali sono mescolate con la scrittura sinfonica della tradizione europea, per descrivere una scena di mercato mediorientale. Pubblicato nel 1921 come “Intermezzo Scenico”, si ritraggono musicalmente le carovane con il calpestio degli zoccoli dei cammelli, la nobiltà del califfo, l’apparizione della bella principessa, i mendicanti che chiedono l’elemosina e l’animosità del mercato mattutino con le tipiche bancarelle. Si tratta quindi di una bella cartolina musicale di segno raffinato, ricca di suggestioni dilettevoli con dei temi facilmente memorizzabili. La produzione musicale di Ketelbey, si spinge quasi ai confini con la musica leggera. Essa è costituita da belle pagine descrittive in cui l’esotismo di maniera, è sorretto da un solido mestiere. Manierismo ed esotismo sono sapientemente combinati per creare un colorismo molto efficace.

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    STRAPAESE Impressioni dal vero

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    Strapaese – Impressioni dal vero (1932)
    È uno studio d’ambiente laziale nella caratteristica festa della Assunzione della Beata Vergine il 15 agosto (per la cronaca si tratta del paese Gerano di Roma, nei pressi del più noto Subiaco).
    All’alba del giorno di festa, un Allegro gioioso, il vecchio tamburino percorre il paese battendo la tradizionale sveglia.
    I paesani si radunano in attesa che il pellegrinaggio ritorni dal santuario. Al giungere sulla piazza la processione viene accolta dal Concerto Municipale nel tripudio generale del paesello in festa fra danze (il saltarello), fuochi d’artificio e canti di gioia.
    L’opera è la traduzione di sensazioni cromatiche e visive, con un descrittivismo quasi fotografico dalle personalissime policromie. E qui Pizzini sa trarre nuovi “timbri” dall’orchestra. È da notare che questo è il primo lavoro sinfonico di un compositore italiano in cui figura la fisarmonica tra gli strumenti dell’orchestra.
    Umberto Giordano, nella sua opera Fedora del1898, utilizzò la fisarmonica come strumento di scena. Precedentemente anche Alban Berg l’aveva inserita nel Wozzeck, ma tra gli strumenti da osteria che apparivano sul palcoscenico, avvalendosi di una scrittura atta ad evocare un tale ambiente.
    Pizzini, arditamente, ma con equilibrio, tentò in tale lavoro la sovrapposizione di più tonalità sentendo in esso troppo angusta la pratica della tonalità, ma troppo accidentato il terreno della atonalità dal quale si tenne sempre lontano.
    Una curiosità: Respighi amava particolarmente questa pagina musicale (dopo aver sentito il lavoro per la prima volta disse all’autore “Lo intitoli Strapaese!), tanto che venne apposta da Siena, lasciando Toscanini col quale si trovava, per assistere alla prima esecuzione alla Radio di Roma il 30 giugno 1933.
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    SUITE INFANTILE Trascrizione per Concert Band

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    E’ una suite di composizioni per pianoforte successivamente trascritte per orchestra.
    Comprende:

    1) Nel giardino settecentesco (1924),

    2) Il buon Pierino (1934),

    3) Nostalgia alpina (1931),

    4) Topolino va soldato (1933),

    5) Ninna nanna di Natale (1934),

    6) C’era un re che aveva tre figlie (1935).

    La trascrizione per Concert Band è stata curata da Antonio Pelizza.