• -20%
    50,00 40,00 Iva Inclusa

    AL PRIMO MARTIRE Marcia Sinfonica

    50,00 40,00 Iva Inclusa
  • ARMONIA SPAGNOLA

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    ARMONIA SPAGNOLA

    Armonia Spagnola è una marcia caratteristica dai toni calienti, tipici del popolo spagnolo. Il brano vuol trasportare l’ascoltatore nel periodo in cui l’Italia  del sud e in paticolare la Sicilia erano sotto la dominazione spagnola.

  • -20%
    37,50 30,00 Iva Inclusa

    AUDENTES FORTUNA IUVAT Marcia Brillante

    37,50 30,00 Iva Inclusa
  • AVANTI MARCH

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  • CARMELINA

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    La marcia brillante, è stata dedicata dal compositore, come segno di gratitudine, alla madre, Carmela. Fonte d’ispirazione della composizione è stata la festa della Mamma, che annualmente viene festeggiata nel mese di Maggio.

  • -20%
    150,00 120,00 Iva Inclusa

    CARMEN SUITE n° 1

    150,00 120,00 Iva Inclusa

    Carmen è un'opera lirica in quattro atti di Georges Bizet, su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy. Tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée (1845), ne apporta delle modifiche salienti tra cui l'introduzione dei personaggi di Escamillo e Micaela e il carattere di Don José, nel romanzo descritto come un bandito rozzo e brutale.
    Al libretto collaborò lo stesso Bizet che scrisse anche le parole della celebre “habanera”.
    La sua prima rappresentazione avvenne all'Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875. Inizialmente l'opera non ebbe grande successo così che Bizet, morto tre mesi dopo la prima rappresentazione, non poté vederne la fortuna.

     

  • -20%
    52,50 42,00 Iva Inclusa

    CASTEL BAUSO Gran Marcia Sinfonica

    52,50 42,00 Iva Inclusa

     Castel Bauso La Marcia Sinfonica Castel Bauso è una composizione ispiratasi al possente castello del principe Giuseppe Cottone detto anche di Castelnuovo, che dall’alto domina sulla cittadina di Villafranca  Tirrena. Una struttura elegante e ricca di storia che trasmette poesia.

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    80,00 64,00 Iva Inclusa

    CELEBRATIONS BRETONNIANS

    80,00 64,00 Iva Inclusa

    Celebration Bretonnians

    Il Popolo Bretone viveva e prosperava nella terra chiamata “Bretagna” (in Bretone Breitzh), uno stato indipendente a nord-ovest della Francia che si estendeva dalle coste della Manica a quelle dell’Oceano Atlantico.

    Successivamente il popolo Bretone fuggì definitivamente in una terra a nord della Francia oltrepassando la Manica, battezzandola nell’attuale “Gran Bretagna”.

    Il brano vuol rievocare l’antica celebrazione bretone dell’ Incoronazione.

    La composizione si articola in sette momenti:

    1. l’overture iniziale (Britain), dipinge lo stato dell’Antica Bretagna;
    2. Il Palazzo del Re (The King’s Palace), la dimora in festa per l’ascesa del nuovo re Bretone;
    3. Danza I (Danza I), musica e balli d’apertura per i festeggiamenti;
    4. La Preghiera del Re (The Prayer of the King), momento di preghiera e riflessione del neo Re, per guidare il proprio popolo nella giustizia e nella prosperità.
    5. Danza II (Dance II), ripresa delle danze;
    6. Il Discorso del Re (King’s Speech), presentazione e discorso al popolo bretone;
    7. Finale (Final), il popolo esulta con gioia per la salità al trono del nuovo re.
  • FESTIVAL MARCH Concert March

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    Festival March

    E’ una marcia da concerto o d’apertrura, commissionata per la III edizione del Festival Internazionale “Note al Castello” 2016, da tenersi presso il Castello di Bauso di Villafranca Tirrena.

     

  • FUOCHI DI LUGLIO

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    Marcia Brillante  ispiratasi ai stupendi fuochi d'artificio, che annualmente, nel mese di luglio illuminano il cielo Villafranchese a conclusione dei festeggiamenti della festività di S. Antonio da Padova.

  • GIOIA TIRRENICA

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    Gioia Tirrenica

    E' una marcia brillante ispiratasi ai mesi d'estate del Villafranchese , quando giovani, musica e cultura interagiscono tra di loro trasmettendo in luoghi e piazze principali della cittadina, momenti di felicità.

  • -20%
    100,00 80,00 Iva Inclusa

    LARGO AL FACTOTUM dall’Opera “IL BARBIERE DI SIVIGLIA” Per Euphonium e Concert Band

    100,00 80,00 Iva Inclusa
  • -20%
    37,50 30,00 Iva Inclusa

    LE LACRIME DELL’ADDOLORATA

    37,50 30,00 Iva Inclusa

    Omaggio a Mahler

  • -20%
    87,50 70,00 Iva Inclusa

    LITLE FUGUE IN G minor (piccola fuga in MI minore)

    87,50 70,00 Iva Inclusa

    Chiamata la “Piccola” Fuga, quella in Sol minore catalogata come BWV 578 fu scritta da Bach nei primi anni del 1700 durante i suoi anni ad Arnstadt (Germania) ed è oggi una delle sue fughe per organo più conosciute.
    L’appellativo “piccola”, conferitole dai primi editori che ne pubblicarono lo spartito, è stato spesso frainteso come riferito alla sua minore importanza: in realtà esso si riferisce alla minore durata del brano e serve a distinguerla dalla Fantasia e Fuga in Sol minore BWV 542.
    Questa fuga a tratti ricorda la struttura del canone essendo composta da quattro voci, ciascuna delle quali riprende a fasi alterne il tema di apertura affidato alla sola prima voce.
    La popolarità di questo brano ne ha prodotto alcuni notevoli riarrangiamenti tra i quali il più famoso è quello orchestrale ad opera dell’anglo-americano Leopold Stokowski.

  • MARCIANDO

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  • MARINARA

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    La marcia Marinara è una marcia brillante rappresentante il profumo dei sapori marinari del paesaggio tirrenico.

  • MILAZZO

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  • -20%
    80,00 64,00 Iva Inclusa

    MOON

    80,00 64,00 Iva Inclusa
  • -20%
    80,00 64,00 Iva Inclusa

    MOUNTAINS

    80,00 64,00 Iva Inclusa

    Mountains

    La composizione Mountains, nasce dalla passione per la musica descrittiva e da film. Il brano, vuol trasportare l’ascoltatore in luoghi dove la natura è rimasta intatta così per come è stata creata, le “Montagne”. La descrizione si basa su momenti della giornata,vissuti della montagne stesse, come l’alba del primo mattino, il tramonto, il perturbamento e la quiete dopo la tempesta. La vita quotidiana è stata fonte d’ispirazione per la composizione di questo brano, infatti le montagne, possono essere associate alle persone, che devono esser forti e pronte ad affrontare la vita “nel giusto”, così per come si presenta e le difficoltà scompariranno lasciando solo un brutto ricordo.

  • -20%
    37,50 30,00 Iva Inclusa

    NINUZZO Marcia Brillante

    37,50 30,00 Iva Inclusa
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    100,00 80,00 Iva Inclusa

    NORVEGIAN DANCE n° 1

    100,00 80,00 Iva Inclusa

     

     

  • -20%
    52,50 42,00 Iva Inclusa

    OMAGGIO A MAHLER

    52,50 42,00 Iva Inclusa

    Omaggio a Mahler

    La marcia funebre  Omaggio a Mahler, come da titolo,  è una composizione dedicata al grande compositore Austriaco Gustav Mahler. Il brano prende spunto da alcuni incisi della V sinfonia.

     

  • -20%
    37,50 30,00 Iva Inclusa

    PASQUALINO BIRICHINO Marcia Brillante

    37,50 30,00 Iva Inclusa
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    52,50 42,00 Iva Inclusa

    PIETRA PREZIOSA

    52,50 42,00 Iva Inclusa
     Pietra PreziosaLa Marcia sinfonica è dedicata ad Agata, il cui nome appunto derivante dal greco Agathé, significa pietra ornamentale.

     

  • -20%
    100,00 80,00 Iva Inclusa

    POLKA ITALIENNE

    100,00 80,00 Iva Inclusa

     

     

  • -20%
    100,00 80,00 Iva Inclusa

    RIMMEL

    100,00 80,00 Iva Inclusa
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    52,50 42,00 Iva Inclusa

    SANTA CECILIA

    52,50 42,00 Iva Inclusa

     Santa CeciliaLa marcia Sinfonica  è stata la prima composizione ideata dal compositore e dedicata in primo luogo alla protettrice della musica “S.Cecilia” e  in secondo luogo al corpo bandistico di Villafranca da cui ne prende il nome.

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    52,50 42,00 Iva Inclusa

    SICILIAN FOLK SONG Marciabile su canti popolari

    52,50 42,00 Iva Inclusa

    Questa fantasia marciabile è composta sui canti popolari di: Ciuri Ciuri / Sicilia Isula d’Oru / Vitti na Crozza.

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    80,00 64,00 Iva Inclusa

    SPRING

    80,00 64,00 Iva Inclusa
  • -20%
    90,00 72,00 Iva Inclusa

    THE LEGEND OF EL DORADO

    90,00 72,00 Iva Inclusa

    La composizione per Orchestra Fiati e Coro a 4 voci, THE LEGEND of “El Dorado”, è stata ispirata dalla più grande leggenda della storia, riguardo la misteriosa città d’oro. Nel 1534 giunse nel porto di Siviglia in Spagna una nave carica d’oro che suscitò stupore in tutta Europa: si trattava del trasferimento di un ingente bottino di guerra – circa 10 tonnellate d’oro e 70 tonnellate d’argento – che il conquistador Francisco Pizarro aveva in parte saccheggiato e in parte estorto alla popolazione del Perú come prezzo del riscatto per il loro sovrano, l’Inca Atahualpa (che in seguito verrà ucciso ugualmente dagli Spagnoli). Il carico consisteva in pesanti lingotti d’oro e d’argento prodotti nelle fonderie del Nuovo Mondo, poiché tutti i gioielli e oggetti appartenuti al tesoro reale degli Incas erano stati fusi per facilitare il trasporto, in questo modo un patrimonio culturale e artistico di inestimabile valore, venne distrutto per sempre. La vista di tale ricchezza che proveniva dalle terre appena conquistate alimentò la leggenda che al di là dell’Oceano doveva trovarsi il Paese dell’Eldorado, una regione dove l’oro scorreva a fiumi. La leggenda sull’abbondanza d’oro conteneva comunque un fondo di verità se dobbiamo credere ai racconti di alcuni cronisti antichi che erano stati informati dagli indigeni circa uno stupefacente cerimoniale in uso presso la popolazione Muisca in Colombia: una volta all’anno il sovrano di Guatavita si faceva cospargere il corpo di polvere d’oro per trasformarsi nel Dorado, l’uomo tutto d’oro, il quale si recava insieme alla sua corte su un lago vicino a Santafé de Bogotá (l’attuale capitale della Colombia), e qui, navigando su una Zattera colma di doni preziosi, offriva il suo tesoro agli dèi. Per secoli gli esploratori   hanno   inseguito  il  miraggio  dell’ El  Dorado, setacciando a costo della loro vita le foreste  occidentali lungo il Rio delle Amazzoni: il Paese non venne mai trovato, ma egualmente il bottino fu ricco di oggetti, sculture e gioielli, tutti prontamente fusi nei calderoni. Soltanto alla fine del secolo scorso ci si rese conto della preziosità dell’oreficeria precolombiana e nel 1892, a 400 anni dalla scoperta delle Americhe, vennero esposti per la prima volta in Europa i tesori che si erano salvati. La prima spedizione che diede inizio alla leggenda fu quella del conquistadores Hernàn Cortès, egli conquistò la capitale degli aztechi, Tenochtitlan. La leggenda ebbe così inizio ed El Dorado in poco tempo diventò la ricerca della città d’oro, che attirò centinaia di esploratori in un flusso che si può collocare tra il 1516 e il 1611. Parallelamente alle spedizioni la leggenda assunse dimensioni ossessive, facendo inoltre perdere il punto di vista geografico della città. Essa, inizialmente collocata nella regione del Messico, venne spostata in tutto il Sud America, fino all’impero Inca. Possiamo citare i più importanti avventurieri, ovviamente dopo Cortès, Ambrosius Dalfinger Nicolaus Federmann Sebastiàn De Belalcazar Walter Raleigh. Questi non trovarono la città d’oro, ma se non altro contribuirono all’esplorazione delle fitte foreste amazzoniche, tutt’oggi in gran parte inesplorate. Il mito di El Dorado persiste sino ai giorni nostri. Si tratterà anche di una leggenda nata dall’avidità degli spagnoli, ma se è sopravvissuta fino ad oggi ci sarà qualche motivo.

  • THE CATHEDRAL Poema Sinfonico Descrittivo per Orcherstra

    The Cathedral

    La composizione, è stata scritta in  omaggio della Cattedrale di Messina e si artcola in tre fasi descrittive:

    • La Cattedrale
    • Le Cripte
    • Il Campanile

    Il brano è catalogato come op. 3 ed è stata scritta per orchestra sinfonica.

     La Cattedrale

    Il Tempio è dedicato a Dio col titolo di Nostra Signora Assunta in cielo, altrimenti noto fino al Cinquecento come «Chiesa di Santa Maria la Nuova».

    La facciata della cattedrale è a salienti, sormontata da una merlatura. La parte inferiore è decorata a liste orizzontali di marmi policromi a tarsie, mentre la parte superiore è tutta in pietra, con tre monofore gotiche e un rosone, arricchiti da eleganti transenne. In corrispondenza delle tre navate si aprono altrettanti portali gotici. Il portale centrale del 1412 c. opera di Antonio Baboccio da Piperno è caratterizzato da una solida ed armonica impostazione di eleganti colonnine tortili con intrecci di motivi ornamentali e figure di santi, con ai due lati serie di edicole sovrapposte con statue di santi. Nell’architrave Cristo tra i quattro Evangelisti. Nella lunetta ogivale affrescata da Letterio Subba nel 1840 è posta una statua della “Vergine col Bambino” di Giovan Battista Mazzolo del 1534, sormontata dalla ricca cuspide decorata da un medaglione raffigurante l'”Incoronazione della Vergine”, opera di Pietro de Bonitate del 1268. Le lunette dei portali laterali, invece, raffigurano san Placido e la Vergine Maria. I fianchi della cattedrale sono scanditi da una doppia fila di finestre a conci bicromi, mentre la merlatura e la leggera cornice, sostenuta da mensolette, conferiscono ritmo e coerenza a tutto l’insieme. Le strutture sono in cemento armato, con tamponamenti in mattoni.

     

    Le Cripte

    Le Cripte occupa il sottosuolo del transetto e delle tre absidi. Originariamente vi si accedeva attraverso due scale a chiocciola, abolite nel 1863 e sostituite da due scale a rampa. 
Nel corso del Seicento fu decorata per volere della Confraternita dei Mercanti – detta degli Schiavi di S. Maria – con stucchi, dorature e affreschi, alcuni restaurati o rifatti nel 1858.
La Cripta della Basilica Cattedrale di Messina è coeva alla fondazione normanna del tempio sovrastante.
Le volte a crociera sono sorrette da antiche colonne da riutilizzo di epoca greco-romana e bizantina provenienti da strutture cittadine, mentre i capitelli sono di puro stile romanico.
L’intero ciclo di stucchi, molto probabilmente su disegno dell’artista fiorentino Innocenzo Mangani, è l’unico esempio completo rimasto a Messina di questa particolare tecnica decorativa.
Dopo il terremoto del 1783, per consolidare le fondamenta delle absidi fu innalzato fra le file delle colonne laterali un muro che ha trasformato la pianta dell’edificio.
Recentemente sono stati effettuati lavori di impermeabilizzazione che hanno consentito anche il recupero di strutture originarie.
Buona parte dei dipinti che decoravano le pareti, opere del XVII^-XVIII^ secolo di Antonio Tricomi, Antonio Tuccari, Antonio Bova e Mercurio Romeo, è conservata nei depositi del Museo Regionale e, una volta completati i lavori di restauro, potrebbe ritornare nella sede originaria.

     

    Il Campanile

    Varie calamità, e in particolare i sismi, hanno colpito più volte nei secoli la città, danneggiando o distruggendone i monumenti. Non sfugge alla regola il campanile del Duomo, costruito in epoca normanna. Fino al 1678, (anno della fine della rivolta antispagnola di Messina e della firma della pace di Nimega, con cui la città fu riconquistata dalla Spagna) nel basamento del campanile c’erano i preziosi documenti in pergamena contenenti le memorie storiche della città, portati in Spagna con molte altre opere d’arte. Il terremoto del 1783 lo danneggiò gravemente; in seguito si procedette ad operarne la demolizione, anche per adeguare la struttura del tempio al cambiamento di gusto dell’epoca. Il campanile attuale risale a dopo del terremoto del 1908 e fu progettato sui disegni di quello vecchio. Alto circa 60 metri, a forma di torre con tetto a cuspide, alleggerito su tutti i lati da coppie di bifore con arco a sesto tondo, contiene un magnifico orologio animato, vero gioiello meccanico, commissionato dall’arcivescovo Angelo Paino alla ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933. Tale sistema è considerato il più grande ed il più complesso orologio meccanico ed astronomico del mondo.

  • -20%
    125,00 100,00 Iva Inclusa

    THE CATHEDRAL Poema Sinfonico Descrittivo per Symphonic Band

    125,00 100,00 Iva Inclusa

    The Cathedral

    La composizione, è stata scritta in  omaggio della Cattedrale di Messina e si artcola in tre fasi descrittive:

    • La Cattedrale
    • Le Cripte
    • Il Campanile

    Il brano è catalogato come op. 3 ed è stata scritta per orchestra sinfonica.

     La Cattedrale

    Il Tempio è dedicato a Dio col titolo di Nostra Signora Assunta in cielo, altrimenti noto fino al Cinquecento come «Chiesa di Santa Maria la Nuova».

    La facciata della cattedrale è a salienti, sormontata da una merlatura. La parte inferiore è decorata a liste orizzontali di marmi policromi a tarsie, mentre la parte superiore è tutta in pietra, con tre monofore gotiche e un rosone, arricchiti da eleganti transenne. In corrispondenza delle tre navate si aprono altrettanti portali gotici. Il portale centrale del 1412 c. opera di Antonio Baboccio da Piperno è caratterizzato da una solida ed armonica impostazione di eleganti colonnine tortili con intrecci di motivi ornamentali e figure di santi, con ai due lati serie di edicole sovrapposte con statue di santi. Nell’architrave Cristo tra i quattro Evangelisti. Nella lunetta ogivale affrescata da Letterio Subba nel 1840 è posta una statua della “Vergine col Bambino” di Giovan Battista Mazzolo del 1534, sormontata dalla ricca cuspide decorata da un medaglione raffigurante l'”Incoronazione della Vergine”, opera di Pietro de Bonitate del 1268. Le lunette dei portali laterali, invece, raffigurano san Placido e la Vergine Maria. I fianchi della cattedrale sono scanditi da una doppia fila di finestre a conci bicromi, mentre la merlatura e la leggera cornice, sostenuta da mensolette, conferiscono ritmo e coerenza a tutto l’insieme. Le strutture sono in cemento armato, con tamponamenti in mattoni.

     

    Le Cripte

    Le Cripte occupa il sottosuolo del transetto e delle tre absidi. Originariamente vi si accedeva attraverso due scale a chiocciola, abolite nel 1863 e sostituite da due scale a rampa. 
Nel corso del Seicento fu decorata per volere della Confraternita dei Mercanti – detta degli Schiavi di S. Maria – con stucchi, dorature e affreschi, alcuni restaurati o rifatti nel 1858.
La Cripta della Basilica Cattedrale di Messina è coeva alla fondazione normanna del tempio sovrastante.
Le volte a crociera sono sorrette da antiche colonne da riutilizzo di epoca greco-romana e bizantina provenienti da strutture cittadine, mentre i capitelli sono di puro stile romanico.
L’intero ciclo di stucchi, molto probabilmente su disegno dell’artista fiorentino Innocenzo Mangani, è l’unico esempio completo rimasto a Messina di questa particolare tecnica decorativa.
Dopo il terremoto del 1783, per consolidare le fondamenta delle absidi fu innalzato fra le file delle colonne laterali un muro che ha trasformato la pianta dell’edificio.
Recentemente sono stati effettuati lavori di impermeabilizzazione che hanno consentito anche il recupero di strutture originarie.
Buona parte dei dipinti che decoravano le pareti, opere del XVII^-XVIII^ secolo di Antonio Tricomi, Antonio Tuccari, Antonio Bova e Mercurio Romeo, è conservata nei depositi del Museo Regionale e, una volta completati i lavori di restauro, potrebbe ritornare nella sede originaria.

     

    Il Campanile

    Varie calamità, e in particolare i sismi, hanno colpito più volte nei secoli la città, danneggiando o distruggendone i monumenti. Non sfugge alla regola il campanile del Duomo, costruito in epoca normanna. Fino al 1678, (anno della fine della rivolta antispagnola di Messina e della firma della pace di Nimega, con cui la città fu riconquistata dalla Spagna) nel basamento del campanile c’erano i preziosi documenti in pergamena contenenti le memorie storiche della città, portati in Spagna con molte altre opere d’arte. Il terremoto del 1783 lo danneggiò gravemente; in seguito si procedette ad operarne la demolizione, anche per adeguare la struttura del tempio al cambiamento di gusto dell’epoca. Il campanile attuale risale a dopo del terremoto del 1908 e fu progettato sui disegni di quello vecchio. Alto circa 60 metri, a forma di torre con tetto a cuspide, alleggerito su tutti i lati da coppie di bifore con arco a sesto tondo, contiene un magnifico orologio animato, vero gioiello meccanico, commissionato dall’arcivescovo Angelo Paino alla ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933. Tale sistema è considerato il più grande ed il più complesso orologio meccanico ed astronomico del mondo.