• -20%
    150,00 120,00 Iva Inclusa

    SUITE INFANTILE Trascrizione per Concert Band

    150,00 120,00 Iva Inclusa

    E’ una suite di composizioni per pianoforte successivamente trascritte per orchestra.
    Comprende:

    1) Nel giardino settecentesco (1924),

    2) Il buon Pierino (1934),

    3) Nostalgia alpina (1931),

    4) Topolino va soldato (1933),

    5) Ninna nanna di Natale (1934),

    6) C’era un re che aveva tre figlie (1935).

    La trascrizione per Concert Band è stata curata da Antonio Pelizza.

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    87,50 70,00 Iva Inclusa

    PAVANE POUR UNE INFANTE DEFUNTE

    87,50 70,00 Iva Inclusa

    La pavana è stata scritta da Ravel studente presso il Conservatorio di Parigi all’età di 24 anni, nel 1899. Il titolo si riferisce all’idea di Ravel di descrivere “una pavana che una piccola principessa [una infanta] può aver ballato in tempi passati presso la corte spagnola“; alcuni smentiscono questa affermazione ipotizzando che a Ravel sia solamente piaciuto il suono del titolo. Il collegamento con l’eredità spagnola dell’autore basco è quindi specificato molto attentamente nella descrizione del titolo. In seguito Ravel scriverà altri brani tratti da reminiscenze di vita spagnola, quali la Rapsodie espagnole e il Bolero. Non fu uno dei pezzi più amati dallo stesso compositore, sebbene abbia subito ricevuto grandi apprezzamenti da parte del pubblico soprattutto per l’orchestrazione del 1910. Si ispira alla semplicità tardo romantica di Emmanuel Chabrier e alla rinata passione per la musica ispanica condivisa e con alcuni grandi autori suoi contemporanei e sicuramente influenzata da autori spagnoli come Isaac Albéniz e Manuel de Falla. Il richiamo però non è solo a un esotismo geografico ma anche a una distanza temporale: la pavana è infatti una danza tipica del rinascimento e che ebbe il suo periodo di splendore fra il XVI e il XVII secolo. La scelta di questa danza (fra le decine di danze rinascimentali conosciute) non è casuale: l’insegnante di composizione di Ravel all’epoca fu Gabriel Fauré.

    Analisi:

    La struttura e l’armonia del brano sono molto semplici, e Ravel lo sottolineò dicendo che è scritta in una “forma molto povera”, “inconcludente e convenzionale. Lo schema può essere ricondotto ad una forma ABACA dove il B e il C riprendono uno stesso tema leggermente modificato. In questo risiede il suo collegamento con l’arcaica pavana.

    Per quanto riguarda la versione orchestrata, il tema (quello segnalato con il nome di A) è affidato al corno, sostenuto dal pizzicato degli archi e da leggere armonie dei fagotti. Il B invece è di competenza dell’oboe in due registri diversi. Seguono le melodie arrangiate degli archi e l’intervento degli altri fiati. Il flauto riprende il tema A seguito dall’oboe, in un’ampia dispiegazione di dolci sonorità; l’ultima volta il tema è suonato da tutti i Clarinetti che, partendo da un pianissimo raggiungono un fortissimo.

    La decisione di assegnare al corno il tema principale ad inizio brano non è una scelta casuale: molto probabilmente la sua scelta è stata influenzata dalla tradizione del conservatorio parigino che non insegnava il corno a valvole, ma il corno a mano, strumento oggi caduto in disuso presso le grandi orchestre, e che possiede una particolare tecnica e un suono molto caratteristico.

    La Trascrizione per Concert Band è stata curata da Antonia Sarcina.

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    150,00 120,00 Iva Inclusa

    THE SPITFIRE Preludio e Fuga

    150,00 120,00 Iva Inclusa
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    87,50 70,00 Iva Inclusa

    LITLE FUGUE IN G minor (piccola fuga in MI minore)

    87,50 70,00 Iva Inclusa

    Chiamata la “Piccola” Fuga, quella in Sol minore catalogata come BWV 578 fu scritta da Bach nei primi anni del 1700 durante i suoi anni ad Arnstadt (Germania) ed è oggi una delle sue fughe per organo più conosciute.
    L’appellativo “piccola”, conferitole dai primi editori che ne pubblicarono lo spartito, è stato spesso frainteso come riferito alla sua minore importanza: in realtà esso si riferisce alla minore durata del brano e serve a distinguerla dalla Fantasia e Fuga in Sol minore BWV 542.
    Questa fuga a tratti ricorda la struttura del canone essendo composta da quattro voci, ciascuna delle quali riprende a fasi alterne il tema di apertura affidato alla sola prima voce.
    La popolarità di questo brano ne ha prodotto alcuni notevoli riarrangiamenti tra i quali il più famoso è quello orchestrale ad opera dell’anglo-americano Leopold Stokowski.

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    225,00 180,00 Iva Inclusa

    L’UCCELLO DI FUOCO “FIREBIRD” suite del 1945

    225,00 180,00 Iva Inclusa

    L’uccello di fuoco è un balletto in un atto e due scene rappresentato per la prima volta il 25 giugno 1910 all’Opéra di Parigi. Gli interpreti principali furono Tamara Karsavina, Mikhail Fokine, Vera Fokina, Alexei Bulgakov. Fu uno dei cavalli di battaglia dei Balletti Russi di Djaghilev.

    La musica è di Igor’ Stravinskij, la coreografia di Mikhail Fokine, le scene di Alexandre Golovine, i costumi di Léon Bakst e la direzione di Gabriel Pierné.

    La musica per il balletto doveva essere scritta, in un primo tempo, da Liadov, ma egli desistette lasciando il posto a Stravinskij. Fu composta a San Pietroburgo una versione iniziale per pianoforte che in seguito venne orchestrata dal compositore nell’aprile del 1910. L’opera è dedicata a Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov.

    È il primo grande balletto del musicista russo, seguito di lì a poco da Petruška nel 1911 e da La sagra della primavera nel 1913, anch’essi commissionati da Diaghilev. Il balletto venne riscritto dallo stesso autore in forma di suite sinfonica nel 1911, riorchestrandola nel 1919 e poi in una nuova versione nel 1945.

    L’Uccello di fuoco ha un ruolo storico determinante nella storia del balletto. Quest’opera, per il suo grande valore musicale, ha dato novello vigore ad un genere che tentennava tra opere non proprio concepite per la danza come Sheherazade e altre, anche se notevoli, che avevano un carattere più folcloristico come le Danze dal Principe Igor.

    TRAMA:

    Ispirata a una fiaba russa, la storia vede lo scontro tra due elementi antitetici: un mago immortale di nome Kašej simbolo del male e l’Uccello di Fuoco che rappresenta la forza del bene.

    Il principe Ivan capita nel giardino incantato appartenente all’infernale Kašej, mago che pietrifica gli uomini ed imprigiona le donne. Nel giardino Ivan riesce a catturare uno splendido uccello dalle piume rosso oro per poi subito liberarlo ricevendo in cambio una penna d’oro. Durante la notte escono dal castello tredici principesse prigioniere, il principe avvicina una di esse e se ne innamora. Quando coraggiosamente tenta di seguirla, viene catturato dai demoni servitori del mago. Ivan agita la penna d’oro davanti a Kašej richiamando così l’Uccello di fuoco che trascina i malvagi in una danza infernale annientandoli. Su indicazione dell’uccello, il principe trova il grosso uovo che contiene l’anima del mago e lo distrugge, ponendo così fine ad ogni incantesimo, alla vita di Kašej e riunendosi alla principessa.

    LA MUSICA:

    La musica dell’Uccello di fuoco deve molto a Ciaikovskij e Rimskij-Korsakov; la novità e l’arditezza del linguaggio stravinskiano ne fanno però un’opera che si discosta da qualunque modello; per la potenza del discorso musicale, per l’autonomia del ritmo, per l’uso inconsueto dei timbri puri degli strumenti e per l’arditezza armonica si può ben dire che “Stravinskij ha acceso la prima esca nella compagine strumentale dell’orchestra ottocentesca” (R.Vlad). Ne L’Uccello di fuoco troviamo Eufoni e Contrabbassi che intonano un tema cupo, poi le terzine veloci dei  legni che preannunciano la comparsa dell’uccello di fuoco. A detta dell’autore, la danza della creatura benefica sarebbe il pezzo più riuscito dell’opera, quando cioè il corteo delle principesse viene reso con lenta maestà dalle ance.

    Il tema della principessa è mesto, Un crescendo annuncia la venuta di Kasej, mentre la “danza infernale dei sudditi di Kasej” rappresenta le tenebre attraverso un’orchestrazione affidata alle ance, coadiuvata da rulli di grancassa e tremolo di timpani.

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    100,00 80,00 Iva Inclusa

    ADAGIO

    100,00 80,00 Iva Inclusa
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    87,50 70,00 Iva Inclusa

    CARA ANIMA GIOISCI Corale 29 “SCHMÜCKE DICH, O LIEBE SEELE”

    87,50 70,00 Iva Inclusa
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    100,00 80,00 Iva Inclusa

    CANONE

    100,00 80,00 Iva Inclusa

    Si tratta di una composizione musicale in forma di canone per tre violini e basso continuo attribuita al musicista tedesco Johann Pachelbel.

    Essa è giunta fino a noi attraverso un manoscritto del XIX secolo, nel quale è seguito da una giga in 12/8, sempre per il medesimo organico. La datazione suggerita da alcuni studiosi (tra il 1680 e il 1706) è una mera congettura basata sullo stile musicale.

    L’arrangiamento orchestrale registrato nel 1968 dalla celebre orchestra da camera Jean-François Paillard ebbe uno straordinario successo popolare; nei decenni successivi, il brano fu registrato da molti altri gruppi, eseguito in concerti ed utilizzato come colonna sonora. La progressione di basso su cui si basa la serie di variazioni che costituisce il brano è stata utilizzata e citata ampiamente nell’ambito della canzone pop.

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    156,25 125,00 Iva Inclusa

    RUMANIAN FOLK DANCES per Concert Band

    156,25 125,00 Iva Inclusa

    Le Danze popolari rumene (nome originale: Román népi táncok, in ungherese, in italiano chiamate a volte semplicemente danze rumene, o dansuri românesti in rumeno) sono una suite di sei danze (nella versione pianistica, sette nella versione orchestrale) composte da Béla Bartók nel 1915 elaborando altrettante danze popolari rumene, originarie della Transilvania. Scritte originariamente per pianoforte solo (Sz. 56, BB 68), nel 1917 furono trascritte per piccola orchestra (Sz. 68, BB 76).

     

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    112,50 90,00 Iva Inclusa

    FANFARE FOR THE COMMON MAN per Concert Band “versione Emerson, Lake & Palmer”

    112,50 90,00 Iva Inclusa

    FANFARE FOR THE COMMON MAN

    E’ un brano in stile di fanfara scritto nel marzo del 1942 da Aaron Copland, fra i più famosi compositori americani e  dedicata “all’uomo comune” che ha lavorato per la vittoria del popolo americano impegnato nella seconda guerra mondiale.

    Vede l’uso degli ottoni che suonano il tema, alternato con i  timpani e le percussioni e i piatti.

    Questa versione è stata arrangiata secondo l’interpretazione originale di un gruppo rock progressivo britannico degli anni ’70 gli Emerson, Lake & Palmer.

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    125,00 100,00 Iva Inclusa

    STRAPAESE Impressioni dal vero

    125,00 100,00 Iva Inclusa
    Strapaese – Impressioni dal vero (1932)
    È uno studio d’ambiente laziale nella caratteristica festa della Assunzione della Beata Vergine il 15 agosto (per la cronaca si tratta del paese Gerano di Roma, nei pressi del più noto Subiaco).
    All’alba del giorno di festa, un Allegro gioioso, il vecchio tamburino percorre il paese battendo la tradizionale sveglia.
    I paesani si radunano in attesa che il pellegrinaggio ritorni dal santuario. Al giungere sulla piazza la processione viene accolta dal Concerto Municipale nel tripudio generale del paesello in festa fra danze (il saltarello), fuochi d’artificio e canti di gioia.
    L’opera è la traduzione di sensazioni cromatiche e visive, con un descrittivismo quasi fotografico dalle personalissime policromie. E qui Pizzini sa trarre nuovi “timbri” dall’orchestra. È da notare che questo è il primo lavoro sinfonico di un compositore italiano in cui figura la fisarmonica tra gli strumenti dell’orchestra.
    Umberto Giordano, nella sua opera Fedora del1898, utilizzò la fisarmonica come strumento di scena. Precedentemente anche Alban Berg l’aveva inserita nel Wozzeck, ma tra gli strumenti da osteria che apparivano sul palcoscenico, avvalendosi di una scrittura atta ad evocare un tale ambiente.
    Pizzini, arditamente, ma con equilibrio, tentò in tale lavoro la sovrapposizione di più tonalità sentendo in esso troppo angusta la pratica della tonalità, ma troppo accidentato il terreno della atonalità dal quale si tenne sempre lontano.
    Una curiosità: Respighi amava particolarmente questa pagina musicale (dopo aver sentito il lavoro per la prima volta disse all’autore “Lo intitoli Strapaese!), tanto che venne apposta da Siena, lasciando Toscanini col quale si trovava, per assistere alla prima esecuzione alla Radio di Roma il 30 giugno 1933.
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    150,00 120,00 Iva Inclusa

    FINALE dalla Sinfonia n° 3 in do min op. 78 per Organo e Orchestra

    150,00 120,00 Iva Inclusa

    La sinfonia n. 3 in do minore, op. 78 di Camille Saint-Saëns fu completata nel 1886 in quello che probabilmente era lo zenith artistico della sua carriera. Commissionata dalla Società Filarmonica inglese, venne eseguita per la prima volta a Londra, diretta dal compositore stesso. Il lavoro venne dedicato all’amico Franz Liszt, che morì quello stesso anno, due mesi dopo la prima dell’opera.

    È comunemente conosciuta come una sinfonia per organo, anche se è una semplice sinfonia orchestrale dove due delle quattro ‘sezioni’ utilizzano l’organo.

    A proposito del lavoro Saint-Saëns disse che “ci aveva messo tutto ciò che era capace di offrire”. Sembra quasi che il compositore già sapesse che questo sarebbe stato il suo ultimo tentativo a un lavoro sinfonico, e che volle utilizzare l’opera come un “riepilogo” della sua carriera.

    Nella sinfonia viene fatto grande uso dei principi della trasformazione tematica teorizzati da Franz Liszt, così che i soggetti evolvano e maturino durante tutta la durata dell’opera.

    Nell’ultima e più conosciuta sezione della sinfonia si susseguono elementi di considerevole varietà: un corale, scrittura polifonica e un breve interludio pastorale. Il climax finale, di notevole potenza sonora, porta a compimento le melodie introdotte e trasformate in tutta l’opera.

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    150,00 120,00 Iva Inclusa

    PASSACAGLIA E FUGA in DO minore BWV 582

    150,00 120,00 Iva Inclusa

    La Passacaglia e Fuga in do minore con ogni probabilità è stata scritta durante i primi anni della carriera di Bach, la composizione è una delle più importanti e maggiormente conosciute, e ha influenzato lo stile delle passacaglie composte nei due secoli successivi. Robert Schumann descrisse le variazioni della passacaglia come «intrecciate così ingegnosamente da non finire mai di stupire».

    Il manoscritto autografo della BWV 582 è attualmente perduto: la composizione, infatti, è giunta fino al XXI secolo solo grazie a copie. Alcuni musicologi sostengono che lo spartito originale fosse scritto in intavolatura. La data di composizione è sconosciuta, ma gli studiosi la posizionano fra il 1706 e il 1713. Le evidenti somiglianze fra il lavoro bachiano e la passacaglia in re minore BuxWV 161 di Dietrich Buxtehude fanno supporre che Bach possa averla composta ad Arnstadt nel 1706, appena tornato dal suo viaggio compiuto a Lubecca.

    La prima metà dell’ostinato, utilizzato anche come soggetto principale del tema fugato, deriva da una breve composizione di André Raison, il Christe: Trio en passacaille, tratto della Messe du deuziesme ton del Premier livre d’orgue, pubblicato nel 1688. È possibile che anche la seconda metà dell’ostinato derivi da una composizione di Raison, il Christe: Trio en chaconne, tratto dalla Messe du sixieme ton: pur non essendo nella stessa tonalità gli intervalli della linea melodica del basso ostinato sono identici alla composizione di Bach.

    Alcuni musicologi, tuttavia, contestano la paternità di Raison circa l’ostinato. Il lavoro di Bach, infatti, presenta alcuni tratti tipici delle composizioni in ostinato della Germania dell’epoca, come le due ciaccone di Buxtehude (BuxWV 159 e 160) e la passacaglia BuxWV 161, e ci sono chiare influenze delle ciaccone di Johann Pachelbel all’interno delle variazioni bachiane.

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    75,00 60,00 Iva Inclusa

    MARCHE MILITAIRE di P. I. Tchaikovsky

    75,00 60,00 Iva Inclusa
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    75,00 60,00 Iva Inclusa

    WEDDING MARCH n. 1 di C. Gounod

    75,00 60,00 Iva Inclusa

    La Marcia Nuziale No. 1 è stata scritta da Gounod in occasione del matrimonio tra il duca Leopoldo di Albany con la principessa Helen di Waldeck.

    Particolare della marcia è l’introduzione dell’inno inglese a metà come a sottolineare il consenso della regina Vittoria (madre di Leopoldo) verso questo matrimonio.