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    CONCERTO PER CHITARRA RV 93 1° tempo Allegro

    100,00 80,00 Iva Inclusa
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    DOO DAH

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    FIDDLE – FADDLE

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    IL DIRETTORE DI TEATRO

    100,00 80,00 Iva Inclusa
    IL DIRETTORE DI TEATRO ossia L’IMPRESARIO TEATRALE è una commedia in musica di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Johann Gottlieb Stephanie.
    L’opera, composta in sole due settimane, venne commissionata a Mozart dalla corte imperiale per essere rappresentata a Schönbrunn (residenza estiva dell’imperatore) in occasione della visita del Governatore dei Paesi Bassi, il duca di Sassonia-Teschen, di sua moglie Marie Christine (sorella dell’imperatore Giuseppe II) e di Stanislas Poniatowsky, nipote del re di Polonia.
    La prima avvenne a Schönbrunn (Vienna) il 7 febbraio 1786.
    L’opera (la cui trama innocente pare suggerita dall’Imperatore stesso per evitare ogni possibile rischio di incidenti diplomatici) è composta da una ouverture, un’aria e un rondò per soprano, un terzetto e un vaudeville finale.
    È una commedia in musica, con la contemporanea presenza di attori e cantanti.
    Il carattere e la scala dell’ouverture di questo singspiel è affine a quello dell’ouverture de Le nozze di Figaro dello stesso compositore, opera che fu scritta e rappresentata nello stesso anno.
    Si contano solamente quattro brani vocali nella partitura. Il contenuto musicale (circa 30 minuti, compresa l’ouverture) è quindi circondato da dialoghi d’attualità dell’epoca. In tempi moderni il testo è usualmente completamente riscritto.
    La trama: Un impresario teatrale deve formare una compagnia per uno spettacolo a Salisburgo, ma la scelta di attori e cantanti si rivela più difficile del previsto. In particolare sorge una accesa rivalità tra i due soprani Frau Herz e Fräulein Silberklang, che pretendono entrambe il ruolo di primadonna, mentre il tenore Vogelsang tenta invano di conciliarle. Infine l’impresario Frank riporta l’armonia sul palcoscenico.

     

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    MAOMETTO II

    100,00 80,00 Iva Inclusa

    Il soggetto dell’opera è tratto dalla tragedia Anna Erizo (scritta dallo stesso Della Valle), ispirata all’episodio della guerra tra Veneziani e Turchi e alla caduta di Negroponte del 1476. Il debutto fu a Napoli, al teatro San Carlo, il 3 dicembre 1820, e fu un insuccesso, dovuto soprattutto alle inusuali strutture musicali (prima tra tutte, il cosiddetto “Terzettone” che occupa la metà del Primo Atto) oltre che al finale tragico (raro in Rossini, ma presentato a un pubblico oramai abituato a finali funesti e sanguinosi). Per una replica veneziana al Teatro La Fenice il 26 dicembre 1822 Rossini modificò alcuni pezzi e cambiò il finale da tragico a lieto, utilizzando il celeberrimo rondò di Elena dalla Donna del lago, ma l’opera non ebbe ugualmente successo.

    Successivamente, per il palcoscenico parigino dell’Opera, Rossini elaborò una revisione dell’opera, adattando alcuni pezzi e componendone altri nuovi: il 9 ottobre 1826 debuttò L’assedio di Corinto, con buon successo di pubblico. La fama de l’Assedio oscurò quella di Maometto, che non fu più rappresentato dopo il 12 ottobre successivo, quando andò in scena al Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona con Giovanni Orazio Cartagenova.

    La prima rappresentazione dell’opera in tempi moderni avvenne nel 1985 al Rossini Opera Festival di Pesaro, diretta da Claudio Scimone con Samuel Ramey nel ruolo del protagonista, Cecilia Gasdia come Anna, Lucia Valentini Terrani come Calbo, Chris Merritt come Paolo Erisso (già due anni prima era stata incisa sempre da Scimone, con Ramey, June Anderson, Margarita Zimmermann, Ernesto Palacio).

     

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    80,00 64,00 Iva Inclusa

    MARCIA DEI GIOCATTOLI

    80,00 64,00 Iva Inclusa

     

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    OUVERTURE DI BALLO

    110,00 88,00 Iva Inclusa

     

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    PLINK, PLANK, PLUNK

    80,00 64,00 Iva Inclusa

     

     

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    SINFONIA DEGLI ADDII n°45 IV tempo Finale

    90,00 72,00 Iva Inclusa
    Nel 1772 il compositore viennese Franz Joseph Haydn (1732-1809) prestava i suoi servigi alla corte del principe Nicolaus Estherázy, detto “il Magnifico”.
    Discreto musicista dilettante, il nobile aveva l’abitudine di trascorrere l’estate nel sontuoso palazzo di Estheráz, trasferendo lì tutta la corte, compresi i componenti della Cappella Musicale.
    Durante questo periodo, per suo espresso volere, sia i servi che gli strumentisti, vivevano lontani dalle famiglie, che rimanevano ad Eisenstadt, residenza invernale del principe.
    Quell’anno il soggiorno ad Estheráz si era protratto più del solito e la maggior parte delle persone non vedeva l’ora di tornarsene a casa.
    Bisognava far comprendere la situazione al principe, usando però molto tatto per non incorrere nelle sue ire.
    Haydn si offerse di risolvere la questione e, a tale scopo, scrisse un brano, da eseguire davanti a Estherázy, strutturato in modo da fargli comprendere i loro desideri.
    Nacque così la Sinfonia n. 45, che conteneva novità e allusioni che non potevano sfuggire ad un uomo dalle indubbie conoscenze musicali come il principe.
    l’apice della sinfonia era costituito dal movimento finale, dove il Presto, posto per consuetudine alla conclusione di ogni sinfonia, si interrompeva improvvisamente, facendo posto ad un Adagio, interpretato inizialmente dall’ intera orchestra.
    La partitura era concepita in modo tale che, con il procedere del motivo, i musicisti delle varie sezioni, a cominciare dai fiati, abbandonassero la scena uno dopo l’altro, lasciando alla fine soltanto i due violini.
    Questi ultimi, dopo aver eseguito un’altra manciata di note, si allontanavano anch’essi, ponendo così termine alla sinfonia.
    Fu sufficiente una sola esecuzione per far comprendere a Nicolaus Estherázy gli umori di chi lo circondava e decidere un immediato ritorno ad Eisenstadt, mentre, da quel momento, la composizione di Haydn divenne universalmente nota come Sinfonia degli Addii.

    ANALISI TECNICA:

    L’ultimo movimento (IV) inizia con un tempo veloce, nel tipico stile di Haydn, scritto in forma sonata. L’intensità ritmica aumenta ad un certo punto con l’uso del bariolage nella parte dei primi clarinetti. La musica arriva finalmente alla fine della ripresa in un passaggio che sembra essere la fine della sinfonia, ma improvvisamente irrompe in una cadenza di dominante. Quello che poi segue è una lunga coda, come un secondo movimento lento, estremamente raro nelle sinfonie classiche e che probabilmente lasciò stupito il principe. Tale coda è scritta in 3/8 e modula dal maggiore al minore. Nella coda molti degli strumenti suonano un piccolo solo appena prima di “congedarsi”, e il finale è un anticlimax che finisce in un pianissimo.

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    SWANEE RIVER

    70,00 56,00 Iva Inclusa
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    THAITI – TROT

    80,00 64,00 Iva Inclusa

     

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    TRISCH-TRASCH POLKA

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    TUTTO BANDA ORCHESTRA

    30,00 Iva Inclusa
     La complessa soggettività nell’individuazione dei significati espressi dalla musica, la tendenza generalizzata a ridurre la percezione musicale alla glorificazione dell’ essenziale ignorando tutto il resto, la scomparsa delle grandi figure di compositori capaci di qualificare con la propria personalità musicale e artistica il proprio periodo storico, il conseguente proliferare di tantissime figure minori, il nuovo modo di identificare valori e concetti nel contesto irrazionale attuale, la scelta dell’esperienza informativa in sostituzione della formazione metodologica, costituiscono realtà che determinano gli orientamenti e l’evoluzione della concezione musicale attuale.
    Il compositore, che trova nel magico silenzio interiore che precedente la creazione musicale la condizione ideale per cogliere il frutto fantastico e puro del suo genio, subisce ora la presenza inesorabile di modelli affermati carichi di retorica melodica, ritmica e strumentale, che per il loro riscontro commerciale ed economico, inducono sempre più a comporre per piacere più che per esprimere. Ma la musica non è solo espressione; dato che questa è la rivelazione di un insieme di valori estetici, scientifici, storici, culturali e formali, che esigono un rapporto intelligente, non esclusivamente emotivo.
    Il contatto musica-ascoltatore non si esaurisce con il solo sentimento, ma si consolida e si esalta per mezzo delle sue caratteristiche più spontanee e sincere. Gli effetti gratuiti, oggi abbondantemente usati, provocano solo un retorico stupore che inganna, invece di orientare, appiattendo il gusto collettivo, mortificando l’intelligenza musicale e le capacità di distinzione, riducendo, con la standardizzazione dei modelli, la facoltà di sperimentazione e di valutazione.
    Troppo spesso si assiste alla diffusione di lavori che incontrano il favore del pubblico ma che sul piano della tecnica e della logica compositiva non presentano alcun interesse. Tuttavia, tali opere costruite sul filo del plagio, piene di luoghi comuni ampiamente sperimentati e collaudati, destinate ad esaltare un insieme di banalità, suscitano un senso scontato nel pubblico (sapientemente preparato), che reagisce positivamente al richiamo di modelli già testati e consolidati, anche in considerazione del fatto che la semplicità non è ne un pregio ne un difetto.
    L’ascoltatore attento, tuttavia, è ancorato al concetto di musicalità, mentre la distinzione tra cultura e commercio della musica si fa sempre più netta e la distanza tra i due sempre maggiore, creando una larga fascia intermedia di ascoltatori che per effetto delle due concezioni incompatibili e sempre più divergenti, rimane più disorientata che convinta.
    La situazione suggerisce una riflessione attenta e responsabile. La concezione della composizione e l’esercizio dell’esecuzione musicale hanno anche una funzione educatrice. La forma suggerisce un percorso da realizzare; l’idea musicale e il suo sviluppo, anche se complesso, stimolano la ricerca logica del discorso, l’interpretazione dei significati, la scelta del linguaggio, l’esaltazione dei contenuti.
    Non a caso al Direttore, dato che lo strumentista è generalmente portato a non vedere i limiti della propria area di competenza, viene chiesta una preparazione meticolosamente curata unita ad una sensibilità specifica, una visione completa delle realtà musicali e la capacità di assicurare non soltanto una buona esecuzione ma anche una altrettanto buona interpretazione. E’ bene ricordare che, il primo compito del Direttore, è quello della programmazione dell’esecuzione, che deve essere rapportata al luogo, al pubblico e all’occasione, oltre, naturalmente, alle effettive possibilità del complesso strumentale, tenendo sempre presente il già ricordato esercizio educativo.
    La natura artistica della musica predilige la valorizzazione del bello e ad esaltarlo attraverso un’ interpretazione soggettiva, che tende a personalizzarsi nella mente e nell’animo umano. Un fenomeno vecchio come il mondo ma sempre attuale, che passa attraverso l’esperienza della memoria.
    Esistono composizioni recenti che, per la loro concezione artistica, si rivelano aperte ad autentiche novità creative, interessanti ed apprezzabili dal punto di vista culturale. Esse tuttavia, non sono sufficientemente conosciute, analizzate e diffuse dagli stessi interessati, mentre, se fossero gradualmente e sapientemente esaminate, motivate e proposte, potrebbero rappresentare un valido antidoto contro il dilagare di una così volgare e insulsa mediocrità musicale.
    I meccanismi che la musica sviluppa nell’individuo, musicista o meno, agiscono in rapporto alla sua emotività e alla sua formazione culturale e condizionano fortemente il suo stato d’animo. Essi riescono ad influenzare il contesto sociale, ora alterandone il costume, ora modificandolo in parte. Il compositore è libero e autonomo nel comporre la musica, ma quando la stessa si rivela standardizzata, o montata per scopo di mercato, propinata con la strategia del consumo, allora diventa una sorta di droga che provoca assuefazione, e, quel che è peggio, la privazione, a causa dell’annullamento della coscienza della scelta, degli straordinari piaceri che la musica può procurare.
    Le formazioni orchestrali strumentali bandistiche sono complessi musicali di grandi possibilità espressive con spazi e risorse ancora da scoprire; esse svolgono un insostituibile ruolo educativo, formativo e culturale; dovrebbero però sottrarsi alle lusinghe che provengono dalla mentalità e dagli interessi commerciali, esercitando la loro funzione nel rispetto del passato, nella coscienza e conoscenza del presente e nella massima apertura verso il futuro.
    Questo Manuale che riunisce in sintesi lo scibile musicale utile, tanto dal punto di vista informativo tanto quanto da quello formativo, è destinato a tutti coloro che svolgono l’ attività musicale, e in special modo, come ausilio integrativo, a Direttori e Compositori che non abbiano seguito tutto il percorso scolastico specifico.

    “Il musicista è tale quando non sfrutta la musica ma la rivela”

    Giancarlo Aleppo

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    13,00 Iva Inclusa

    PIZZICATO POLKA

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    TRISCH-TRASCH POLKA

    13,00 Iva Inclusa